SAGRA

DEL BORLENGO DI GUIGLIA
27 Maggio / Guiglia (MO)

SAGRA DEL BORLENGO DI GUIGLIA


Non è pane, né piada, né crêpe. Ha un nome che sa di “burla andata a ramengo”.
Atipico per spessore, sfoglia e croccantezza, servito caldo e piegato in quattro a mo’ di fazzoletto, il borlengo, parente montanaro di sor gnocco e sora tigella, è lo stuzzichino rituale dei primi colli modenesi, aperitivo da Appennino e piatto popolare, tipico della cucina locale.
É possibile datare i natali di questa specialità intorno al 1266 nel asso Medioevo quando, per far fronte alla scarsità di farina, si allungava l’impasto con dell’acqua.
Una leggenda racconta che il borlengo nasce da uno scherzo fatto a una massaia a cui fu allungato l’impasto delle crescentine con dell’acqua.
Si ottiene cuocendo sul fuoco in una padella di rame stagnato chiamata “sole”, un impasto fatto di farina, acqua, uovo, sale. Il tutto viene poi condito con una “cunza” di lardo, pancetta, rosmarino e aglio cotti e una spolverata di Parmigiano Reggiano.
Oltre cinquanta mastri borlengai gli renderanno omaggio in questa sagra, spadellando le cialde ben cunzate ai piedi della rocca del 1266.
Musica, bancarelle e buon vino, per sbaraccare borlengando tutti assieme. Perché a Guiglia ci si ripiglia fra focaccia, folklore e unbicchiere di Amaro Ramazzotti.

 

Cosa visitare a Guiglia?

Dopo una mangiata non c’è di meglio che visitare il Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina con numerosi sentieri fruibili sia a piedi che in mountain bike.
La particolarità di questo parco sono le imponenti guglie arenacee dei Sassi collocate al centro (su una di queste è possibile salire fino alla vetta).
Nelle vicinanze di Guiglia si possono visitare anche numerose acetaie che producono l’aceto balsamico tradizionale di Modena, la Rocca di Vignola o il museo Ferrari a Maranello raggiungibili in pochi minuti.